Como, un raduno e un necrologio per l’anniversario della morte di Mussolini. L’Anpi: “Provocazione”

da http://milano.repubblica.it

La città di Como si tinge di nero per celebrare l’anniversario della morte di Benito Mussolini. Con un necrologio e la tradizionale messa di suffragio a Giulino di Mezzegra, dove il Duce morì il 28 aprile del 1945. A 72 anni esatti dalla sua fucilazione, sulle pagine dedicate agli annunci funebri del quotidiano ‘La Provincia di Como’, è apparso un necrologio in sua memoria. L’autore, che si è firmato come “il camerata Enrico Grossi” di Corsico, ha scelto il giornale lariano per ricordarne la morte nel territorio che ne ha segnato la sua fine, con un’inserzione a pagamento. Così, scorrendo tra le foto e i nomi dei cittadini comaschi appena deceduti, ecco comparire in fondo alla pagina, in grassetto, il nome di Benito Mussolini. Non un’omonimia, ma un annuncio inequivocabile. Poche righe, firmate, e un motto: “I morti per i vivi, i vivi per i morti”. E poi la dedica: “A tutti i caduti della Repubblica Sociale Italiana”.

Il necrologio ha aperto il calendario delle celebrazioni dell’ultradestra comasca, che si concluderà oggi con il raduno per la ‘Commemorazione per le vittime delle esecuzioni partigiane’ tra Dongo, dove il Duce venne catturato assieme ai suoi gerarchi, e Giulino di Mezzegra. “Una provocazione”, commenta Antonio Proietto, segretario provinciale dell’ Anpi di Como. “Ma non è la prima volta che vediamo annunci di questo genere, sempre sullo stesso quotidiano.E’ una pagliacciata di qualche nostalgico”. Un rito che, denuncia l’associazione dei partigiani, si ripete spesso in città per questa occasione. “Da un po’ di anni si divertono a provocare così gli antifascisti”.
Ma il necrologio non è l’unico episodio che in questi giorni ha sollevato non poche polemiche a Como. Oggi Giulino di Mezzegra, una frazione del comune di Tremezzina, sarà il teatro della cerimonia per la morte di Benito Mussolini e Claretta Petacci, che qui furono fucilati dai partigiani nel 1945. Nella chiesa del paese, alle 11.30, il parroco, don Luigi Barindelli, celebrerà la tradizionale messa di suffragio. Un appuntamento che si ripete da più di 30 anni e che attira nel piccolo comune lariano centinaia di persone. “Ogni anno la chiesa è sempre piena”, assicura il prete. “Nessuno protesta qui in paese, anzi qualche parrocchiano partecipa anche alla messa”. E a quanti, soprattutto in città, si scandalizzano del fatto che da più di 30 anni don Barindelli presti il fianco ai simpatizzanti della Repubblica sociale italiana, risponde: “Mussolini? È una persona che va ricordata, come tutti. E poi, se c’è tanta gente che lo ricorda ancora dopo così tanti anni vuol dire che qualcosa di positivo ha lasciato”.

Una manifestazione, quella di oggi, osteggiata invece da molti in città e che preoccupa le associazioni dei partigiani e della sinistra per le “tante esternazioni fasciste che si sono ripetute qui in questi anni”. Episodi che, secondo

Fabrizio Baggi dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre di Como, “sono in aumento”. Non solo a Como. “La Lombardia – spiega – sta diventando un pericoloso laboratorio dell’estrema destra”. Da Varese, dove dal 2013, gruppi di militanti festeggiano con un concerto di band neonaziste il compleanno di Adolf Hitler, a Cantù, che da quattro anni ospita il raduno di Forza Nuova in un parco messo a disposizione dal Comune guidato dal sindaco Claudio Bizzozero.

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